LA MOSTRA DI BANSKY A NEW YORK: UN CONTROSENSO?

Scritto e pubblicato da

Elena Perazzini

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BANSKY SVUOTATO… A NEW YORK

 

 

Ha senso una mostra di un artista di strada?

Ha senso segregare la Street Art dentro a quattro mura?

 

Quando ho visto l’entrata della mostra di Bansky sulla 6th Avenue a Manhattan, ho pensato a un controsenso. Mi è sembrata una bestemmia ingabbiare anche la Street Art dentro a qualcosa che assomigli a un museo.

La Street Art è una forma di espressione artistica che si compie sulla strada, su superfici urbane, di solito pubbliche. È un’arte che sfida la legge, che nasce come protesta a un sistema sociale e spesso come denuncia del mondo dell’arte stesso.

 

(MIA FOTO POSTER BANSKY PIU’ HOMELESS BOY.)

 

Già non mi sono mai piaciuti i musei. Difficilmente mi sento a mio agio nell’osservare l’arte quando tutto è troppo spiegato, etichettato, ben sistemato. Mi sento poco libera di godermela.

 

Mi piacciono un po’ di più le gallerie, ma devo dire che l’arte che mi sono gustata di più è stata quella che ho potuto ammirare negli studi degli artisti. Lì, i pezzi sembrano ancora vivi, incompleti, ancora in evoluzione. Il museo purtroppo ha un ché di defunto, a parte alcuni musei in cui l’installazione, la luce, la vista dalle finestre (anche se sono pochi ad avere finestre. Il Whitney Museum nel Meat Market per esempio ha un paio di muri di finestre), sono particolarmente perfetti rispetto all’arte che pretendono di mostrare.

 

Vivendo nella foresta urbana di New York, invece, ho il piacere di gustarmi la Street Art per quello che è davvero. La Street Art fa parte del paesaggio su cui è realizzata e con questo si fonde, lo usa, lo sfrutta, lo racconta, lo trasforma.

 

Inoltre la Street Art è un’arte di cui si fruisce gratuitamente, camminando per strada, salendo su un treno, trovandosi davanti alla serranda chiusa di un negozio.

La mostra di Bansky, invece ha un costo con uno sconto sei uno studente.

 

A New York ci sono diversi luoghi in cui osservare la magnitudine della Street Art.

 

Uno dei punti più famosi è Five Pointz in Queens, poi c’è Bushwick, Brooklyn. (collegato a articolo su punti in cui vedere graffiti a ny)

Ma alcuni dei murales che hanno trasformato le mie giornate sono questi….

 

LA STRADA È PARTE DELL’OPERA

 

In un’opera di strada è intrinseco l’elemento “strada”. Questo include non solo  la realizzazione dell’opera su superfici urbane. L’essenza della Street Art sta nel fatto che la superficie e la location in cui l’opera viene realizzata sono parte dell’opera stessa.

E parte dell’opera stessa è il fatto che sia un’attività illegale. Sono questi gli elementi che la rendono unica rispetto ad altre forme di arte.

Ora non è più del tutto così, nel senso che per alcuni artisti famosi, le città autorizzano la realizzazione delle loro opere con tanto di permessi e installazione di impalcature.

 

Rimango dell’idea che un dipinto sul muro di un palazzo che include le sue finestre, come nella foto qui sotto, cambia la sua essenza se viene riprodotto su un’altra superficie e soprattutto se viene spostato. Non è più la stessa opera.

E i curatori della mostra di Bansky vorrebbero convincermi che l’arte di strada può essere goduta in un luogo diverso da dove è nata? e rinchiusa dentro a delle mura?

 

Non ci credo, ma vado a vederla. La curiosità vince.

 

MOSTRA DI BANSKY NON AUTORIZZATA DA BANSKY

 

La mostra non è autorizzata da Bansky, si legge sulla promozione della mostra. Cosa significhi non lo so.

Avevo letto sul sito che bisognava prenotare il posto online, ma dato che ci passo davanti, entro e chiedo come funziona. Ci sono quattro ragazzi come security all’entrata e due ragazze alle casse. Mi spiegano che in realtà l’appuntamento non serve. Mi guardo intorno e sono sola. Non c’era fila fuori, né mi sembra di vedere nessuno dentro. La ragazza mi conferma che posso accedere senza appuntamento.

 

Queste sono le reazioni all’arte di Bansky di qualche anno fa a New York.

La mostra di Bansky a New York propone installazioni, foto e video che mostrano i
lavori di strada di Bansky facendo uso anche della realtà virtuale.

 

Un senso a questa mostra è stato dato.

 

Molte di queste opere sono attualmente perse e non sono più disponibili nell’ambiente organico originale. La maggior parte delle sue altre opere di strada rischiano di perdersi anche perché vengono rubate o raccolte dai collezionisti o manomesse da fan eccessivamente entusiasti. Ecco perché la mostra di Banksy New York è una delle ultime possibilità di vedere le sue incredibili opere nelle loro vere forme.

 

 

“Questa esperienza ti porterà nel misterioso universo di questo street artist di Bristol trascinandoti in un viaggio attraverso più di 100 opere certificate dell’artista che sono state prestate a questa mostra da collezionisti privati di tutto il mondo.” Cos’, la mostra viene recensita e promossa.

Io l’ho trovata un’esperienza squallida purtroppo.

La mostra include un’esperienza di Realtà Virtuale e multisensoriale.

Questa mostra si è già tenuta in altre 15 città e trovo che sia un ottimo modo per approcciare il controverso universo artistico di Banksy. Soprattutto, per chi non lo conosce ancora, è un modo per comprendere meglio i suoi messaggi politici e sociali, qui aggregati e concentrati.

Con oltre 100 opere d’arte autentiche di Banksy prestate da collezionisti privati di tutto il mondo, questa mostra di Banksy New York è certamente utile a conoscere l’evoluzione di carriera di questo artista.

 

La mostra doveva concludersi il 28 novembre, ma andrà avanti al momento, fino a data da definire.

LA MOSTRA DI BANSKY A NEW YORK: UN CONTROSENSO?

Elena Perazzini

Elena Perazzini è nata a Rimini e vive a Manhattan, dal 1997. Laureata a Bologna con una tesi in criminologia nel 1999 è stata assistente di Oriana Fallaci a New York presso Rizzoli e producer per Rai International. ..

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