Luigi Scarcella, il designer combattente, dalla Sicilia a New York. Parte 2

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Elena Perazzini

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Luigi Scarcella, uno degli italiani in America, crea un design di nicchia.

Luigi scopre la sua strada di creativo grazie alla grande passione per quello che per tanto tempo era stato un hobby, le arti marziali, un hobby che l’ha guidato e in qualche modo salvato.

Luigi Scarcella-Karate-New York-designer

Sono passate solo poche settimane dall’arrivo di Luigi a New York nel 2007, che per lui comincia la vita dura del vero newyorchese. Per vivere a New York avere un solo lavoro non è abbastanza. Oltre a fare il cameriere al ristorante, Luigi ha bisogno di una seconda entrata.

Entro un paio di mesi trova la possibilità di fare uno stage con rimborso spese in un’agenzia pubblicitaria di Manhattan, cosa che potrebbe aprirgli molte porte. È quello che Luigi vorrebbe fare in futuro e cominciano per lui gli anni dei sacrifici. Settimana a lavorare full-time all’agenzia e il weekend a pieno ritmo nel ristorante dove deve guadagnare abbastanza per pagare tutto, inclusa la scuola di lingua. I ritmi sono frenetici, la stanchezza è costante. A volte prevale lo scoraggiamento, altre l’entusiasmo. Poi le grandi emozioni, la voglia di divertirsi, di divorare la città che Luigi comincia a conoscere sempre meglio. Questi gli ingredienti dei suoi primi due anni a New York.

Ma il rischio di perdersi è alto. New York propone divertimento in tutte le direzioni e in mille modi, e Luigi osserva molti coetanei, soprattutto italiani a New York che, forse catturati da questa giostra inarrestabile, non sono riusciti a portare avanti ciò che si erano prefissi.

Non vuole tornare a Messina. Sarebbe un fallimento.

Ma quando arriva Natale o quando l’estate fa capolino, la nostalgia della Sicilia diventa insopportabile. Appena può scappa in Italia, anche per pochi giorni, e spesso torna a New York a malincuore. Ma vuole tener duro, non può guardarsi indietro.

Ciò che lo aiuta a combattere non solo la mancanza della sua isola e della sua famiglia, ma che lo salva dalle tante trappole che New York gli trae, e soprattutto lo rigenera di entusiasmo è una sola cosa: la passione per le arti marziali.

Le arti marziali: un’ancora di salvezza.

Fin dall’infanzia, Luigi è attratto dalla cultura giapponese. Da bambino leggeva i manga, fumetti giapponesi, guardava cartoni animati giapponesi e a sette anni cominciò a praticare karate. Poi vennero per lui i tatuaggi giapponesi e i woodblock prints, una specie di timbri in legno antichi. Finché un giorno in Sicilia, quando ha deciso che partirà per New York, un amico gli mette in mano un foglio di carta con un indirizzo e una mappa, (per quanto sembri strano, non esisteva ancora google map). L’amico insiste perché Luigi vada a scoprire a Brooklyn un maestro del moderno karate giapponese, il Kioqu Shinkai.  Subito durante la prima settimana, proprio perché si sente presto perduto per le strade di Manhattan, si presenta in quella palestra e l’allenamento di questo strano karate lo conquista.

Luigi Scarcella-Half Sumo-Kioqu Shinkai-Brooklyn-New York

Il Kioqu Shinkai è strettamente legato alla storia del suo fondatore, un giovane coreano che, trasferitosi in Giappone, decise di isolarsi in un bosco e dedicarsi esclusivamente all’allenamento, usando la natura come palestra. L’idea era quella di portare il proprio corpo a vivere condizioni estreme per superare costantemente i propri limiti. Così, Luigi finisce per praticare una delle arti marziali più violente che esistano, il Kioqu Shinkai, che permette una lotta estenuante, con calci e pugni a mani nude. Questa violenza forse è certamente percepita dagli spettatori dei combattimenti, perché per i combattenti come Luigi Scarcella, il Kioqu Shinkai sembra essere uno strumento incredibile di auto-miglioramento e perfino di meditazione.

Proprio da questa arte marziale e dalla sua passione per l’illustrazione giapponese nasce l’idea di Luigi per il suo business: Half Sumo Collective. Luigi comincia a disegnare t-shirt con uno stile originale che convoglia l’illustrazione giapponese e il tratto occidentale della street art e dei graffiti. Design New York, design giapponese, street-art design, pennarelli, tatoo, un mix di espressioni che dà vita allo stile originale di Half Sumo.

Luigi fonda Half Sumo Collective nel 2014 con un amico.

Luigi Scarcella-brooklyn-new york-half sumo collective

Half Sumo, brand internazionale di fightware.

Hal Sumo crea e produce abbigliamento sportivo per arti marziali ed è oggi venduto in tutto il mondo. I fan di Hal Sumo sono in gran parte in Brasile, ma anche dall’Australia, da ogni nazione europea e dagli Stati Uniti, arrivano a Luigi ringraziamenti e richieste speciali, come il suo autografo sulle magliette.

“Ho lavorato per tanti anni al sogno degli altri” dice Luigi, che oggi, invece, ha realizzato il suo sogno. Ciò che per molti era stato giudicato un gioco e un capriccio, è oggi un’azienda che distribuisce a livello internazionale, che ha sede negli Stati Uniti e alla guida della quale ci sono Luigi e il suo socio. Luigi rimane l’unico designer, la figura creativa dell’azienda in tutti i senti.

“Le arti marziali mi hanno tenuto ancorato alla realtà e ai miei desideri più importanti.”

Ciò che lo affascina di questo sport è proprio la durezza della disciplina. Allenamento durissimo, sfida dei propri limiti, e durante il combattimento, il ritorno alla primordialità.

“Non esiste altro che lucidità, adrenalina e concentrazione, quando sono sul tatami,” dice Luigi “Perché quando combatti nel Kioqu Shinkai, devi pensare a salvarti la vita e per me è stato un grande insegnamento.”

Ora Luigi è tornato in maniera fissa nella sua Brooklyn, dopo qualche anno di andirivieni tra la sua amata Sicilia e gli Stati Uniti.

“Questo è il luogo in cui adesso voglio stare. Amo la mia azienda e amo il mio lavoro. Non vedo l’ora che sia lunedì per dedicarmi alle mie creazioni. Se penso agli inizi a New York, posso solo dire che sia stata molto dura. Se dovessi dare un consiglio a chi vuole provare a trasferirsi in questa città, dico di persistere e di non mollare. Anche quando tutto sembra impossibile da realizzare.

New York in qualche modo ti premia, se tieni duro. ”

Leggi la prima parte della storia: Luigi Scarcella, il designer combattente. Parte 1

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Elena Perazzini

Elena Perazzini

Autore

Elena Perazzini è nata a Rimini e vive a Manhattan, dal 1997. Laureata a Bologna con una tesi in criminologia nel 1999 è stata assistente di Oriana Fallaci a New York presso Rizzoli e producer per Rai International. ..

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