Mostra di Banksy a New York: genio o vandalo?

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29 Giu, 2022

La mostra di Banksy dal titolo Banksy: Genius or Vandal? è stata presente a New York per quasi sei mesi e ora si trova a Miami col titolo: The Art of Bansky “Without Limits”. Quando ho visto l’entrata della mostra di Banksy sulla 6th Avenue  e 14th Street a Manhattan, non mi sono posta la domanda indicata nel suo titolo, e cioè se Bansky è un genio o un vandalo, ma ho pensato a un controsenso. Mi sono chiesta se avesse alcun senso una mostra di un artista di strada. Che logica avesse segregare la Street Art dentro a quattro mura. Mi è sembrata una bestemmia ingabbiare anche questa forma d’arte dentro a qualcosa che assomigli a una galleria o a un museo. La Street Art è una forma di espressione artistica che si compie sulla strada, su superfici urbane, in luoghi inappropriati all’arte.

Banksy mostra a New York

Mostra di Banksy su Sesta Avenue e 14esima Street a New York

La Street Art è un’arte che sfida la legge, che nasce come protesta a un sistema sociale e spesso come denuncia del mondo dell’arte stesso.

Vivendo nella foresta urbana di New York ho il piacere di gustarmi la Street Art per quello che è davvero. La Street Art fa parte del paesaggio su cui è realizzata e con questo si fonde, lo usa, lo sfrutta, lo racconta, lo trasforma. Inoltre la Street Art è un’arte di cui si fruisce gratuitamente, camminando per strada, salendo su un treno, trovandosi davanti alla serranda chiusa di un negozio. La mostra di Banksy, invece ha un costo piuttosto alto, con uno sconto se sei uno studente. A New York ci sono diversi luoghi in cui osservare la magnitudine della Street Art. Uno dei punti più famosi è Five Pointz in Queens, poi viene Bushwick, Brooklyn. In un’opera di strada è intrinseco l’elemento “strada”. Questo include non solo  la realizzazione dell’opera su superfici urbane. L’essenza della Street Art sta nel fatto che la superficie e la location in cui l’opera viene realizzata sono parte dell’opera stessa. E parte dell’opera è il fatto che si tratti di un’attività illegale. Sono questi gli elementi che la rendono unica rispetto ad altre forme di arte. Ora non è più del tutto così, nel senso che da quando i graffiti e i murales sono stati riconosciuti come vera e propria forma d’arte, le città autorizzano la loro realizzazione con tanto di permessi e installazione di impalcature. Il nuovo negozio di Tiffany aperto nel West Village per la prima volta, ad esempio, ha creato un murales a lato delle sue vetrine.

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Tiffany-West Village-Murales

Un murales di Banksy, di protesta contro l’arresto dell’artista turca Zehra Dogan, qualche anno fa è stato realizzato sul famoso Houston Street Wall, uno spazio/muro gestito in alternanza da diverse gallerie d’arte, all’angolo di Houston Street e Bowery.

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MOSTRA DI BANKSY NON AUTORIZZATA DA BANKSY

Quando arrivo davanti all’entrata della mostra, chiedo come funziona. Avevo letto sul sito che bisognava prenotare il posto e mi ero immaginata file di persone in trepidazione, come succede spesso a New York quando gli eventi sono ben promossi dal tam-tam dei social media. Quattro ragazzi palestrati e gentil, fungono da security all’entrata e mi dicono che in realtà l’appuntamento non serve. Mi guardo intorno e sono sola. Non c’è fila, né gente in trepidazione. Chiedo conferma di trovarmi all’entrata principale della mostra e una delle ragazze della cassa mi fa cenno di procedere. La mostra di Banksy a New York propone l’esposizione di graffiti, installazioni, foto e video che mostrano i lavori di strada di Banksy facendo uso anche della realtà virtuale. Un senso a questa mostra è stato dato. Molte di queste opere sono attualmente perse, nel senso che non sono più disponibili nell’ambiente organico originale. La maggior parte delle sue altre opere di strada rischiano di perdersi anche perché vengono rubate o raccolte dai collezionisti o manomesse da fan eccessivamente entusiasti. Ecco perché la mostra di Banksy a New York è una delle ultime possibilità di vedere alcune delle sue incredibili opere nelle loro vere forme. “Questa esperienza ti porterà nel misterioso universo di questo street artist di Bristol trascinandoti in un viaggio attraverso più di 100 opere certificate dell’artista che sono state prestate a questa mostra da collezionisti privati di tutto il mondo.” Così, la mostra viene recensita e promossa. Io l’ho trovata un’esperienza squallida, purtroppo, per le ragioni che ho indicato precedentemente. Ma non è detto che lo sia per tutti. Anzi, la mostra include un’esperienza di realtà virtuale e multisensoriale e in fondo può essere un ottimo modo per approcciare il controverso universo artistico di Banksy. Soprattutto per chi non lo conosce ancora. È certamente un modo per comprendere meglio i suoi messaggi politici e sociali, qui aggregati e concentrati. La mostra di Banksy si è già tenuta in altre 15 città e sono certa che per gli impreparati sul tema sia stata educativa. Con oltre 100 opere d’arte autentiche di Banksy prestate da collezionisti privati di tutto il mondo, questa mostra di Banksy New York è certamente utile a conoscere l’evoluzione di carriera di questo artista.

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Rat-Murales-Banksy-Chinatown-New York

La mostra doveva concludersi il 28 novembre, ma è andata avanti a New York fino a gennaio, il ché vuole dire che è stata molto visitata e che io sono incappata in una giornata insolita. Ora c’è quella di Miami, The Art of Banksy “Without Limits”, che si trova al Ice Palace Studios di Miami. Spero tanto che l’arte di Banksy ora finita dentro a esposizioni al chiuso, non faccia la fine della cabina telefonica qui rappresentata. Non lo merita. È uno degli artisti che continua a provocare e sorprendere, e che comunica alle masse, sensibilizzando su temi sociali, valicando il viscoso muro del mondo esclusivo dell’arte pur essendone diventato parte.

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Death-of-a-phone-boot. (Morte-di-una-cabina-telefonica). Banksy, Miami

 

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Elena Perazzini

Elena Perazzini

Autore

Elena Perazzini è nata a Rimini e vive a Manhattan, dal 1997. Laureata a Bologna con una tesi in criminologia nel 1999 è stata assistente di Oriana Fallaci a New York presso Rizzoli e producer per Rai International. ..

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